Appunti di viaggio

Hammamet, Tunisia (dal 1 al 8 settembre 1997)

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Hammamet

Hammamet, plurale di hammam, significa "i bagni". E' il più noto e apprezzato centro balneare e di villeggiatura della Tunisia e di tutta la costa mediterranea del Nord Africa. Hammamet, la città del gelsomino, situata 60 km a sud di Tunisi, già agli inizi del secolo era nota come "città giardino", circondata da eleganti ville di ricchi francesi e americani e meta privilegiata di artisti. Qui venivano a passare le vacanze gli scrittori Flaubert, Maupassant, Gide, Bernanos, Oscar Wilde, i pittori Klee e Mack, uomini politici come Winston Churchill. Tutti erano attratti dalla bella spiaggia, dalla pace e dal verde dei parchi privati e dei frutteti. A perdita d'occhio si estendevano gli aranceti, le coltivazioni dei gelsomini, i vigneti, gli uliveti, a cui facevano da contrappunto giardini colorati e odorosi di mimose, gerani e magnolie. Ebbene, tutto questo è rimasto. Il punto di forza di Hammamet è la spiaggia (nella foto sopra): una lunga distesa sabbiosa a forma di perfetta mezzaluna che corre per circa 10 km. Non ha l'eguale in Tunisia.

Un'altra attrattiva del luogo è la città vecchia che coincide esattamente con la medina (foto al centro). Interamente racchiusa in possenti mura, è un piccolo insieme di case bianchissime (foto sotto) nei cui vicoli si agita una vita intensa e colorata, il cui fulcro è il mercato (souk). Su tutto domina il tozzo minareto della Grande moschea e la massa imponente del forte (kasba).

Hammamet, la spiaggia
Hammamet, la Medina
Hammamet, la Medina

Tunisi, la capitale

Nella capitale abbiamo visitato la Medina ed il Museo del Bardo. La Medina è un labirinto inestricabile di viuzze, vicoli ciechi, strade coperte da volte a botte. Decine di souk si susseguono uno dopo l'altro. Ognuno è specializzato in un ben preciso genere merceologico. Iniziarono ad essere impiantati attorno al 1200 e si ampliarono sino al 1600, seguendo un criterio di sviluppo ben preciso: verso il centro della medina si collocarono le corporazioni che producevano ed esponevano le "merci dal buon odore", mentre verso l'esterno si piazzarono i laboratori che "mandavano puzza" come quelli dei conciatori, dei pellettai, dei tintori e altri. I souk si concentrano principalmente attorno alla Grande Moschea e sull'asse centrale est-ovest che, partendo dalla Porte de France o Bab el Bahari, passa appunto attorno alla Grande Moschea (Djamaa es Zitouna) e sbocca in Place de la Kasba. La medina, però, non significa solo souk. Al suo interno vi sono ben 700 monumenti storici: moschee, scuole coraniche, mausolei (tourbet), cappelle islamiche, palazzi nobiliari, musei. Schematizzando si può suddividere la medina in tre parti: il centro, individuato dalla Grande moschea, è la zona dei mercati; i quartieri a nord sono quelli che ospitano il maggior numero di moschee e di monumenti religiosi; i quartieri a sud sono quelli dei bei palazzi e dei monumenti civili.

Altra visita obbligata a Tunisi è per i mosaici romani che si trovano al Museo del Bardo, che ospita la collezione di mosaici d'epoca romana più completa del mondo intero. Nelle trenta stanze disposte su tre piani sono rappresentati i periodi fenicio, cartaginese e romano, con grande prevalenza di quest'ultimo.

Cartagine, la "Regina del Mediterraneo"

E' a 18 km. da Tunisi. Della gloriosa e superba regina del Mediterraneo non è rimasto quasi nulla. I resti sono disseminati su una vastissima area compresa tra Le Kram e Amilcar, alla periferia di Sidi Bou. Il parco archeologico si sviluppa lungo la costa e nell'entroterra, per cui una visita completa deve seguire due tracciati diversi, anche se spesso le visite guidate si limitano a una piccola porzione fronte-mare che va dal Thofet di Tanit alle terme di Antonino, accanto alle quali sorge il fiabesco palazzo, residenza di Bourguiba fino al 1987. E' la zona in cui si trovano i reperti più significativi, ma così si perde la complessità dell'antica Cartagine.

A scuola ci hanno insegnato che la fine delle Guerre Puniche, dapprima con la vittoria riportata da Scipione su Annibale a Zama nel 204 a.C. e poi con la distruzione completa della città avvenuta nel 146 a.C. per volontà di Catone il Censore, ha segnato anche quella di Cartagine. Non è affatto così. Nel periodo dell'Impero Cartagine risorse, forse più splendente di prima (anche se meno potente), tanto da ricoprire per molti secoli il ruolo di capitale proconsolare della Provincia d'Africa. La parola fine su Cartagine fu scritta in maniera inappellabile dagli Arabi attorno al 700 d.C.

Cartagine, gli scavi archeologici
Cartagine, gli scavi archeologici

Sidi Bou Said, un villaggio in bianco e azzurro

Questo paesino, una ventina di chilometri sopra Tunisi, perfetto nel suo stile arabo-andaluso, deve il suo nome al pio uomo Bou Said Khalaf el Beji che attorno al 1220 si ritirò su questo colle, ove già sorgeva un villaggio cartaginese di cui oggi non rimane traccia, a far vita di preghiera. Attorno alla sua tomba fu eretto un marabutto (cappella commemorativa), ancora esistente, che, ben presto, divenne meta di pellegrinaggi e attorno al quale si sviluppò la cittadina.

La parte culminante del borgo è zona pedonale. La prima cosa che colpisce di Sidi Bou Said è il colore bianco delle abitazioni e azzurro per le inferriate ed i serramenti in genere. Stupendi portali damascati con borchie nere, graziose verande in legno sporgenti dai piani rialzati, inferriate panciute e artisticamente lavorate poste a scudo delle finestre sono gli elementi che caratterizzano il villaggio le cui stradine lastricate sono linde e pulitissime. La via principale affollata di negozi (nella foto sopra) termina davanti al Cafè des Nattes (sotto) dietro al quale si intravede il minareto del marabutto dedicato al santo patrono. Dietro ancora si eleva il faro, costruito nel 1860, sul punto più alto del colle. Durante tutta la bella stagione (maggio-ottobre) la visita è resa ancor più gradevole dall'intenso profumo dei gelsomini e dalla vista delle molte buganvillee fiorite. In poco più di un'ora la visita di Sidi Bou è fatta, ma per gustare la particolare atmosfera del luogo non basterebbe un'intera giornata. Il Café des Nattes (significa Caffè delle stuoie), celeberrimo, si annuncia con una lunga scalinata in cima alla quale, sulla porta d'ingresso, pende una gabbia a cupola tipica dell'artigianato locale. I clienti si devono togliere le scarpe e sedere su stuoie di vimini e su piccoli cuscini. Splendidi i bracieri in ottone. Consumazione tipica: tè alla menta con pinoli.

Sidi Bou Said
Sidi Bou Said,
il Cafè des Nattès

Kairouan, Città Santa

Capitale nazionale del tappeto tessuto a mano e faro della fede islamica, Kairouan è situata quasi al centro del Paese, 160 km. a sud di Tunisi. E' il centro religioso più importante di tutto l'Islam dopo la Mecca, Medina e Gerusalemme. A sottolineare il ruolo di città santa vi è la credenza popolare (che non è tuttavia articolo di fede), secondo la quale sette pellegrinaggi a Kairouan sostituiscono il pellegrinaggio alla Mecca.

La città, è racchiusa in possenti mura costruite (invano, come vedremo) nel 1052 per difendere la città dall'avanzata dalle orde hilaliane. Restaurate in più tornate, hanno le due porte principali particolarmente imponenti: la porta di Tunisi sul lato nord e la porta dei Martiri sul lato sud. Kaitouan fu il primo agglomerato urbano interamente costruito dagli Arabi in Tunisia (anno 671), senza sovrapporsi a insediamenti precedenti; inoltre, si segnala per essere stata, durante tre secoli (dal 700 al mille), la splendida capitale della Tunisia arabizzata (allora Ifriquiya) e centro di riferimento per tutto il Nord Africa musulmano; infine, qui furono elaborati i piani di invasione e di qui partirono le truppe islamiche che, tra il 700 e il 750, si lanciarono con successo alla conquista dell'Algeria, del Marocco, della Spagna. Oggi Kairouan è il quarto centro economico più sviluppato della Tunisia dopo Tunisi, Sfax e Sousse.

La città vive essenzialmente di commercio, ma pure di pellegrinaggi, di turismo e, non da ultimo, di artigianato. Qui si tessono infatti i tappeti più prestigiosi della Tunisia, a lana lunga, per la cui confezione sono all'opera tutti i giorni da 1500 a 2000 telai a mano. Recentemente anche l'agricoltura sta fiorendo attorno a Kairouan grazie a imponenti opere irrigue.

Un po' di storia. Nel 671 il generale arabo Okba fonda la città e fa erigere il primo nucleo di quella che, dopo successivi ampliamenti e sistemazioni, diventerà la Grande moschea che ancor oggi porta il suo nome ed è uno dei monumenti religiosi più imponenti del mondo islamico. Kairouan diventa fin da subito capitale. Nell'anno 800, sale al potere in Tunisia Ibrahim Ben Aghlab, fondatore della dinastia degli aghlabiti. Con lui Kairouan diventa splendida e lo rimarrà per almeno due secoli. I cronisti dell'epoca asseriscono che la città era più estesa di Damasco. Fioriscono i commerci e le attività artigianali. Vengono costruite le enormi cisterne d'acqua che ancora oggi impressionano il visitatore, prima opera rimarchevole in Tunisia che non sia d'epoca romana.

Due parole su questi "bacini degli Aghlabiti". Sorgono all'esterno della città ed è il primo complesso monumentale che si incontra arrivando dal nord (strada di Tunisi-Sousse). Si tratta di due cisterne apparentemente circolari (in realtà sono poligoni), una più grande, l'altra più piccola. La maggiore è veramente imponente, contornata da 48 colonnine (tante quanti sono i lati) con un diametro di 120 metri. Poteva contenere qualcosa come 65 mila metri cubi d'acqua. La cisterna più piccola è collegata sottoterra con la maggiore (che fungeva da bacino di raccolta e di decantazione), ha 37 metri di diametro ed è circondata da 17 colonnine. Verso nord sono affiorati i perimetri di altre due cisterne. L'acqua era portata qui da un acquedotto lungo 36 km (oggi scomparso) che attingeva alle sorgenti del monte Ousselet. L'intero complesso (i bacini e l'acquedotto) furono costruiti agli inizi dell'800 e sono la prima opera civile monumentale realizzata dagli Arabi in Tunisia.

Ma, ciò che forse più conta, Kairouan si afferma come prestigioso centro religioso. Saggi uomini, famosi per la loro dottrina e la loro fede, danno lustro alla città. Tra gli altri il più noto è Sohnoun, fondatore del rito malechita che ancora oggi è quello più seguito dai musulmani tunisini (vi aderisce circa il 90 per cento dei fedeli). Purtroppo, allora come oggi, il mondo arabo era inquieto. Agli inizi del Mille gli emiri ziriti, succeduti agli aghlabiti, decidono di ribellarsi al Califfo del Cairo. E' l'inizio della fine. Il Califfo, per vendetta, manda dall'Egitto in Tunisia le orde della feroce tribù dei Beni Hilal che mettono letteralmente a ferro e fuoco il Paese. Kairouan è conquistata e distrutta nel 1057. Nel 1168 la città cessa di essere capitale a favore di Tunisi.

Kairouan, la Grande Moschea

Detta anche Djamma Sidi Okba, perché dedicata al generale Okba Ibn Nafi che ne fu l'ideatore, è uno dei monumenti di maggior prestigio del mondo islamico. Architettonicamente parlando, non presenta soluzioni geniali o singolari, tuttavia si segnala per la maestosa imponenza, che le conferisce un aspetto regale. Due elementi caratterizzano l'insieme: gli ampi spazi e il tozzo minareto, incombente dall'alto dei suoi 35 metri. L'intero complesso, a pianta rettangolare, misura 150 metri in lunghezza per 70 di larghezza.

La costruzione risale al 695. Fu poi rimaneggiata nell'836, anno in cui, con l'aggiunta del minareto, la moschea acquisì il suo aspetto definitivo. Appena entrati ci si sente spersi nella vastità del cortile, leggermente concavo verso il centro, dove è situato un tombino di scolo finemente cesellato. Ciò consente alle acque piovane di defluire senza provocare allagamenti. All'interno del minareto un'erta scalinata conduce alla sommità, ottimo punto panoramico. Su alcuni gradini, facendo attenzione, si possono notare alcuni bassorilievi d'epoca bizantina e anche allegorie grafiche cristiane. Ciò è dovuto al fatto che i materiali furono asportati da precedenti costruzioni. Nei dintorni, infatti, prima che sorgesse Kairouan, non c'era proprio il vuoto, ma esistevano alcune ville romano-bizantine. L'ingresso alla sala di preghiera della moschea è delimitato da un ampio portale in legno tutto lavorato a cesello. Anche la sala del culto è imponente. La occupano 414 colonne: una vera selva. Notevole è il mihrab, la nicchia che in tutte le moschee segna la direzione della Mecca. Essa è piastrellata con maioliche dalle trasparenze metalliche la cui tecnica si è oggi persa. Altra squisitezza è il minbar, cioè il pulpito. Lo compongono 250 pannelli di cedro finemente intarsiati.

Kairouan,
la grande Moschea
Kairouan,
la grande Moschea
Kairouan,
la grande Moschea

Kairouan, la Moschea del Barbiere

In arabo Zaouia Sidi Sahab, la Moschea del Barbiere nel suo piccolo è un vero gioiello. Stucchi, intarsi, maioliche ed eleganti colonnati adornano i due cortili interni. La cupola e il minareto sono del 1600, di epoca cioè più tarda rispetto al resto del complesso. La moschea sorge nella parte nuova di Kairouan poco lontano dai bacini degli Aghlabiti.

Il nome di Sahab che la denota significa "l'accompagnatore". Essa infatti è dedicata al santo Abu Djamal el Balauy che, di professione barbiere, accompagnò il profeta Maometto durante il pellegrinare degli ultimi anni, lavorando di rasoio e pennello sulle gote dell'inviato di Allah. Fu fedele servitore e alla morte del profeta strappò tre peli della venerata barba che portò con sé fino alla fine, avvenuta in Tunisia, dove il barbiere era giunto al seguito dei conquistatori. Ora i resti del barbiere riposano in questa moschea, mentre nella sala attigua sono conservati ancora i tre peli della barba del profeta. Essi sono diventati oggetto e meta di pellegrinaggio ed è obbligo tassativo per tutti i fedeli che vengano a Kairouan fare almeno una visita a questa moschea. Anche per il turista ne vale veramente la pena. I vestiboli, i chiostri, le cupole interne sono una dimostrazione ad altissimo livello dell'arte dello stucco.

Kairouan,
la Moschea del Barbiere

Kairouan, la Medina

I souk occupano la parte centrale della medina (centro storico). Non sono molto estesi, in compenso sono animatissimi e molto colorati. C'è di tutto un po', ma sulle altre merci predominano i tappeti.

Il giorno del Mouled, in cui ricorre la nascita del profeta Maometto, si tiene la Fiera del tappeto. Purtroppo non ha data fissa, in quanto ogni anno viene spostata indietro di 11 giorni. Per l'occasione Kairouan diventa ancor più affascinante, vengono riproposte molte manifestazioni tradizionali, alcune veramente interessanti; una delle più avvincenti è detta le Fantasie, tornei di uomini a cavallo che, negli affascinanti costumi d'epoca, si lanciano a corsa pazza lungo le spianate ai margini della città. Ovviamente, su tutto, protagonisti sono i tappeti a cui sono dedicate numerose mostre.

Kairouan, la Medina