Un po' di me...
Il servizio militare
Quando mi è arrivata la cartolina di precetto
non credevo ai miei occhi: destinazione Cagliari! Non avevo mai sentito nessuno ne'
del mio paese ne' tra i miei compagni di scuola che era finito nel capoluogo sardo.
Ma ero giovane, e dopo il primo attimo di smarrimento pensai che forse poteva non
essere così male: in fondo non ero mai stato in Sardegna...
Venticinque ore di viaggio, partenza il 15 febbraio 1982 da Mortara... fino a Civitavecchia in treno, e poi con il traghetto fino a Cagliari, e poi alla caserma di fanteria "Monfenera". Dopo i primi giorni in cui sembrava di essere in un film (penso sia capitato a tutti quelli che hanno fatto il militare), devo dire di essermi trovato piuttosto bene, sia come ambiente, sia come "compagni di sventura". Ricorderò sempre quando i miei genitori sono venuti in aereo per assistere al giuramento... anche perchè non sapevo quando sarei tornato a casa, dal momento che in caserma avrebbero fatto carte false per tenermi lì a lavorare in ufficio, e io, considerata la distanza, non è che fossi particolarmente d'accordo...
Qualche giorno dopo il giuramento, fortunatamente, è arrivata \ la notizia del mio trasferimento: destinazione "SMIPAR" a Pisa, la caserma dei paracadutisti, per fare un corso di "aviorifornitore", poi da lì sarei dovuto arrivare a Bracciano. A Pisa ero un una compagnia "di lusso"; camerette da pochi posti, un vitto più che discreto, e si poteva tornare a casa un fine-settimana su due... se a questo si aggiunge che il corso era anche interessante... be', non mi potevo certo lamentare...
E poi Bracciano, 1° Reparto Riparazioni Aviazione Leggera Esercito,
per i restanti nove mesi. Ero in una caserma con una ottantina di soldati e un'esagerazione
di sottufficiali, che più che militari erano tecnici molto preparati nella
riparazione di elicotteri ed aerei leggeri, e abili collaudatori. Eravamo in collina a
metà strada tra Bracciano e il mare, lavoravo in fureria, si chiudeva nel primo
pomeriggio e, chi non era di servizio, poteva uscire tutti i giorni in permesso. Era una
pacchia! Anche se se le licenze si ottenevano ogni due mesi, penso di aver trascorso un
periodo veramente spensierato, ed ho cominciato a conoscere Roma, dove ci andavamo quasi
tutte le settimane.
Mi sono congedato con il grado di sergente (wow...) il 3 febbraio 1983. Dovessi fare un riassunto, penso di aver trascorso l'anno in un modo positivo... e quell'esperienza mi è certamente rimasta nel cuore.