Pensieri in libertà
Discorso alla luna
Cari figlioli, sento le vostre voci. La mia è una voce sola, ma
riassume la voce del mondo intero: qui di fatto tutto il mondo è rappresentato.
Si direbbe che persino la luna si è affrettata stasera... osservatela in alto, a
guardare questo spettacolo. Noi chiudiamo una grande giornata di pace... Sì, di
pace: "Gloria a Dio, e pace agli uomini di buona volontà".
Se domandassi, se potessi chiedere ora a ciascuno: voi da che parte venite?
I figli di Roma, che sono qui specialmente rappresentati, risponderebbero: ah, noi siamo i
figli più vicini, e voi siete il nostro vescovo. Ebbene, figlioli di Roma, voi sentite
veramente di rappresentare la "Roma caput mundi", la capitale del mondo, così come per
disegno della Provvidenza è stata chiamata ad essere attraverso i secoli.
La mia persona conta niente: è un fratello che parla a voi, diventato padre
per la volontà di nostro Signore... Ma tutti insieme, paternità e fraternità e
grazia di Dio, tutto tutto... Continuiamo dunque a volerci bene, a volerci bene così;
guardandoci così nell'incontro: cogliere quello che ci unisce, lasciar da parte, se
c'è, qualche cosa che ci può tenere un po' in difficoltà... Tornando a casa,
troverete i bambini, date loro una carezza e dite: questa è la carezza del Papa.
Troverete qualche lacrima da asciugare: abbiate per chi soffre un parola di conforto...
Sappiano gli afflitti che il Papa è con i suoi figli specie nelle ore della tristezza
e dell'amarezza... E poi, tutti insieme ci animiamo: cantando, sospirando, piangendo, ma sempre
pieni di fiducia nel Cristo che ci aiuta e che ci ascolta, continuiamo a riprendere il nostro
cammino.
Addio, figlioli. Alla benedizione aggiungo l'augurio della buona notte.
(Papa Giovanni XXIII, 11 ottobre 1962,
la sera dell'apertura del Concilio Vaticano II)
la sera dell'apertura del Concilio Vaticano II)