Il Cammino di Santiago

Il Cammino dell'Europa

"L'Europa è nata pellegrinando e la sua lingua è il cristianesimo" (Goethe)

Tutto ha inizio da una storia che risale al 42-44 dopo Cristo: l'apostolo Giacomo (san Giacomo, in spagnolo Sant Iago, da cui Santiago) ritorna a Gerusalemme dopo aver evangelizzato la Spagna. Ma in questo periodo, in Palestina, i Cristiani sono perseguitati e Giacomo, che rifiuta di rinnegare la propria fede, viene decapitato. I discepoli dell'apostolo mettono le sue spoglie in una barca che, secondo la leggenda, passa lo stretto di Gibilterra e procede lungo le coste della penisola iberica arenandosi in Galizia. I fedeli che lo hanno accompagnato nel suo viaggio seppelliscono il corpo del santo in un punto segreto nell'interno. Il luogo della sepoltura rimane sconosciuto per tutto il tempo in cui gli invasori, prima i Visigoti, poi gli Arabi, irrompono in Spagna. Solo nel IX secolo un eremita nota una stella isolata e molto splendente che brilla sopra un altopiano deserto. Corrono nella città vicina e avvertono il vescovo che ordina degli scavi: si scopre così la tomba di San Giacomo. Attorno al santuario costruito per proteggerla, nasce ben presto una città. Il "campo della stella", in latino campus stellae, le darà il nome: Compostela.

Nell'alto Medioevo, si può dire che tutte le strade conducono a Santiago de Compostela. Questa località, situata all'estremità nord-occidentale della Spagna, è considerata una delle tre "città sante" della Cristianità (le altre due sono Gerusalemme e Roma); tuttavia, come meta di pellegrinaggio, viene, forse, al primo posto. Roma è troppo legata al Papa e all'imperatore, per cui il pellegrinaggio non sempre è un viaggio spirituale, ma anche - in alcuni casi - una questione politica, e per questo Roma viene vista come città di intrighi di palazzo. Gerusalemme, d'altro canto, per lunghi periodi è inaccessibile a causa dell'occupazione dei musulmani, e il viaggio costituisce un grande rischio. Santiago, invece, si trova in territorio più tranquillo e sicuro. E' quindi meno pericolosa di Gerusalemme e meno caotica di Roma.

Ogni paese europeo ha i suoi luoghi "santi", ma a Santiago l'idea del pellegrinaggio raggiunge il suo apice. Lo stesso concetto di "pellegrinaggio" è diventato quasi sinonimo di viaggio a Santiago. Dante, nella sua opera "Vita Nuova", scrive che quelli che attraversano il mare verso la Terra Santa possono essere chiamati "palmieri", quelli che visitano Roma "romei", ma il titolo di "pellegrino" appartiene solo a quelli che si recano in Galizia sulla tomba dell'apostolo Giacomo.

Sono stati milioni i pellegrini che nel corso dei secoli hanno compiuto il loro percorso a Santiago (nella foto a lato, la Cattedrale), contribuendo a portare prosperità alle città toccate dalla fitta rete di strade che attraverso l'Europa valicano i Pirenei per poi congiungersi in un unico Cammino fino alla meta. Sono sorte chiese, ospizi, monasteri, la maggior parte dei quali esiste ancora oggi a servizio di quella schiera di persone che hanno riscoperto il Cammino di Santiago, dichiarato "Patrimonio dell'Umanità" dall'UNESCO e "Itinerario Culturale Europeo" dal Consiglio d'Europa dal 1987. Il "Camino de Santiago" viene anche chiamato la "Via lattea", una suggestiva metafora che associa alle stelle del cielo il gran numero dei pellegrini che l'hanno percorso.

Per chiunque fosse interessato al pellegrinaggio sulla strada di San Giacomo segnalo un sito davvero interessante e completo: www.pellegrinando.it.

Percorrere il Cammino in bicicletta è uno dei miei sogni, che un giorno o l'altro spero possa avverarsi; intanto "ho messo giù" una bozza delle tappe in cui avrei pensato di articolare la mia esperienza. Be', tanto per iniziare...